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In Engadina per il FIS Snowboard, Freestyle and Freeski World Championships

Dal 17 al 30 marzo l’Engadina diventa  il palcoscenico dei FIS Snowboard, Freestyle and Freeski World Championships St. Moritz Engadin 2025. Un’occasione in più per organizzare un week end lungo sulla neve, ammirando gli oltre 1500 atleti in gara su 17 discipline, divertendosi in pista (i comprensori rimangono accessibili salvo che per le aree interessate dalle gare) e godendosi l’atmosfera e le feste.

Le discipline di snowboard e freeski slopestyle e snowboard e freeski halfpipe avranno luogo sul CORVATSCH, ski & snowboard cross, slalom parallelo e gigante, aerials e moguls sul CORVIGLIA. Mentre a St. Moritz, a Champfèr presso la Olympiaschanze, il vecchio trampolino olimpico, splendido esempio di costruzione archeologica dei Giochi Olimpici del 1948, ci sarà lo snowboard e freeski big air oltre al villaggio snowboard del festival dove si terranno la cerimonia di apertura e di chiusura, la cerimonia dei campioni e tantissimi concerti ed eventi con DJ.

L’occasione di un week end lungo in vista del FIS Snowboard, Freestyle and Freeski World Championships St. Moritz Engadin 2025 è perfetta per scoprire i comprensori sciistici del Corvatsch e del Corviglia e le piste panoramiche più belle dell’Alta Engadina e di St. Moritz.  Già sede sede di due Olimpiadi invernali nel 1928 e 1948, oltre che di numerose Coppe del mondo di sci, l’Engadina offre 155 chilometri di piste di qualità FIS servite da 24 impianti di risalita, infinite possibilità di sciare, ospiti cosmopoliti e l’“atmosfera champagne” fanno di St. Moritz un posto speciale.

Per uno skisafari perfetto che ripercorra le piste più divertenti dell’Engadina, il punto di partenza è a Sils/Furtschellas. Da qui si raggiunge la stazione a monte Furtschellas che offre una vista eccezionale verso la Val Fex. Da Furtschellas per poi scendere  all’Alp Surlej e risalire diretti fino a 3303 metri, dove si trova la stazione a monte del Corvatsch. Questo è la cima più alta delle Alpi Svizzere sudorientali raggiungibile in funivia. Una foto dalla terrazza panoramica  sulle cime innevate circostanti è d’obbligo prima di scendere sulle piste fino a Giand’Alva a sua volta punto di partenza della leggendaria corsa dell’Hahnensee per St. Moritz-Bad.  A fine pista, attraversata la strada, si raggiunge l’altro versante della valle, la zona del Corviglia e del Piz Nair. Dal  Piz Nair, scesi al Lej da la Pêsch, si raggiunge in seggiovia la Fuorcla Grischa pronti per la lunga discesa via Marguns a Celerina che conclude il safari sugli sci.

Per chi soggiorna nella valle dell’Alta Engadina, il pacchetto sleep&ski prevede l’acquisto scontato dello skipass a soli 47 franchi al giorno, prenotando una o più notti nelle tante strutture alberghiere che aderiscono all’iniziativa https://booking.engadin.ch/en/experiences/sleep-+-ski .




Helsinki festeggia gli 80 anni dei Moomin

I Moomin  (o Mumin), tra i personaggi più amati della cultura finlandese creati da Tove Jansson, festeggiano i loro primi 80 anni a Helsinki.

Simili a ippopotami bianchi, i Moomin  compaiono in una serie di libri illustrati per bambini pubblicati dalla casa editrice Schlidts a partire dal 1945 e da allora sono stati tradotti in più di cinquanta lingue (italiano compreso) oltre ad essere diventati protagonisti di serie tv, spettacoli e cartoni animati. Il primo libro, ottant’anni fa alla fine della seconda guerra mondiale, vedeva i Moomin  cercare un posto sicuro per la famiglia per poi trovarlo nella Moominvalley.

Helsinki, luogo di nascita della scrittrice e illustratrice di queste creature (e non solo), celebra l’anniversario della famiglia che è diventata vera e propria icona finlandese con due esposizioni tutte da scoprire, insieme alle innumerevoli opportunità per esplorare la città ripercorrendo le orme di Tove Jansson. “La porta è sempre aperta”, tema scelto per festeggiare il compleanno dell’icona finlandese, evidenzia i valori di eguaglianza, inclusione e aperture che hanno ispirato il lavoro e la vita dell’artista. Tutti infatti sono benvenuti nella valle dei Moomin, indipendentemente dall’età, dalla provenienza e dall’identità.

I Moomin all’Ham Helsinki Art Museum  “Tove Jansson: Paradis” è la mostra dedicata all’Ham di Helsinki aperta fino al 6 aprile.  L’esposizione celebra il lavoro di Jansson con oltre 180 opere inclusi, per la prima volta, i murales creati dall’artista tra il 1940 e il 1950. L’Ham ospita anche una galleria permanente dedicata a Jansson con lavori esposti a rotazione.

I Moomin all’Architecture and Design Museum Helsinki A ottobre è prevista una esposizione presso l’Architecture e Design Museum di Helsinki che punta ad esplorare la visione dell’artista sul design iniziando proprio dal mondo accogliente, sicuro e pieno di gioia creato nei Moomin.

Il Moomin Museum di Tampere Uscendo dalla capitale finlandese, a Tampere, il museo ospita esposizioni che mettono in relazione la vita di Tove Jansson con le storie di queste creature fantastiche oltre a disegni, dipinti e bozzetti originali dedicati a queste creature.

Il Moomin World di Naantali e la Moomin Ice Cave di Leppävirta Nei pressi di Turku, a Naantali, il parco a tema di apre nella stagione estiva, mentre, verso Kuopio, presso la Moomin Ice Cave di Leppävirta si scende nella  grotta sotterranea, situata a 30 metri sotto terra per ammirare le sculture di ghiaccio e provare lo scivolo di ghiaccio.

 




Da Nova Gorica ai territori di confine

La nomina di Nova Gorica e Gorizia come Capitali Europee della Cultura (o meglio come prima Capitale europea della cultura transfrontaliera ) offre l’occasione ideale per esplorare queste terre di confine. Le due città non potrebbero apparire più diverse. Una, sul lato italiano, si sviluppa a partire da un centro storico medievale dominato da un castello in cima a una delle colline che costellano la destra  del fiume Isonzo; l’altra, slovena, è invece una città orientata tutta al futuro o, almeno, a quello che alla metà del Novecento si pensava il futuro sarebbe stato.

Nova Gorica, che i locali chiamano Gorica (mentre quella italiana è identificata come Stara Gorica, Gorizia Vecchia) è nata solo nel secondo dopoguerra, per dare un capoluogo a tutta quell’area del goriziano che nel 1947 era stata assegnata alla Jugoslavia. Concepito dall’architetto sloveno Edvard Ravnikar,  il nuovo agglomerato urbano si è fin da subito configurato come un manifesto del modernismo socialista, fatto di ampie prospettive e caseggiati in cemento armato, proiettato a un’idea di futuro che appare mai però del tutto compiuta.

Un’altra idea di futuro era quella che avevano avuto, qualche decennio prima, gli Austriaci, artefici della ferrovia Transalpina che collegava, in epoca asburgica, quella che oggi è Nova Gorica a Trieste e Salisburgo, allora tutte parte dello stesso Impero.

L’elegante e monumentale edificio insiste sulla piazza omonima, attraversata durante il secolo scorso dal confine non solo tra la Slovenia jugoslava e l’Italia, ma anche tra blocco occidentale e blocco orientale. Qui, dove permane una placca in memoria di questa stagione passata, simbolo oggi di unione e della neonata Capitale Europea della Cultura, correva una cortina di filo spinato che per decenni ha invece diviso le due Gorizie.

Terre di confine: Isonzo, Brda e Valle del Vipava La nomina di Nova Gorica, insieme a Gorizia, a Capitale Europea della Cultura  è un’occasione di scoperta non solo per le due città, ma anche per tutti i territori di confine che le circondano: Brda, ad esempio, una regione di frontiera che prende il nome dai colli che ne tratteggiano il profilo (nella parte friulana si chiama, non a caso, Collio) e tra le regioni vinicole da scoprire nel mondo. Oltre alla cultura enogastronomica che ha dato vita a marchi come Brdalicious, Brda si distingue anche come destinazione escursionistica. Da qui infatti passano due tappe del Alpe Adria Trail, due tappe del Juliana Trail e il Sentiero della Pace sul monte Sabotino).

Appena fuori dall’abitato di Nova Gorica si apre la Valle del Vipava (Vipacco), una terra di vini pregiati dove a dominare è il bianco autoctono Zelèn, contraddistinto da riflessi verdolini e note fruttate di mela e pera: Vipava è il luogo perfetto da esplorare a piedi o in bicicletta tra le sue  colline. Nel monastero francescano di Kostanjevica riposa infine, insieme alla sua famiglia, l’ultimo Re di Francia della dinastia borbonica, Carlo X. Il re, deposto dalla rivoluzione del 1830, fece di Gorizia l’approdo del suo esilio.  Tra i simboli di questa terra, è immancabile la vista sulla valle e sul fiume Isonzo dal ponte di Salcano, il più grande ponte ferroviario sospeso in pietra del mondo che in estate diventa l’unico luogo in Slovenia dove è possibile praticare il bungee-jumping.

Enogastronomia senza frontiere  L’occasione per organizzare un fine settimana a Nova Gorica e nei territori di confine potrebbe essere ispirata da alcuni eventi come: Le Giornate delle Cantine Aperte (15-16 giugno) in cui 37 viticoltori di Brda aprono le loro cantine ai visitatori e Gusti senza frontiere (26-28/09/2025) che unisce il Borderless Beer, un evento che si tiene tradizionalmente nel Piazzale della Transalpina – trg Evrope, dove un bar è diviso esattamente a metà dal confine tra Slovenia e Italia e  uno dei più grandi festival enogastronomici della regione, Gusti di Frontiera a Gorizia.




Viaggi di Carnevale

L’inverno si colora tra febbraio e marzo con i festeggiamenti di Carnevale. Ecco alcune idee per combattere la routine e organizzare un week end lungo o anche una vacanza più articolata  per Carnevale.

Il Carnevale degli Alberi a Satriano di Lucania (1 e 2 marzo)
Il Carnevale di Satriano di Lucania, borgo medievale situato in provincia di Potenza in Basilicata, celebra tradizioni antiche e innovazioni ecologiche. La manifestazione è caratterizzata dai Rumita, uomini-albero coperti di edera che si muovono silenziosamente per le strade del paese. Oltre a questi insoliti personaggi, il Carnevale di Satriano è animato dalla Zita, una tradizione in cui gli uomini si vestono da donne e viceversa per celebrare un matrimonio simbolico con scambio dei ruoli. Tra le attrazioni ci sono concerti, cortei, feste e stand gastronomici che offrono piatti tipici e opzioni vegane.

I Mamuthones di Mamoiada in Sardegna
Il Carnevale di Mamoiada, in provincia di Nuoro, è considerato uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Grandi protagonisti i Mamuthones, che indossano maschere nere che coprono tutto il volto, pellicce scure e campanacci appesi sulla schiena, ​che si ispirano a riti ancestrali. E a guidarli ci sono gli Issohadores, con i loro abiti colorati, la maschera bianca, il copricapo detto “sa berritta” e la fune, detta “soha” o “soca”, con cui catturano simbolicamente gli spettatori. La loro prima apparizione avviene durante la festa di Sant’Antonio a gennaio e successivamente per Carnevale durante la domenica del 2 marzo e il martedì grasso del 4 marzo Qui, tra menhir e dolmen, è possibile visitare le botteghe artigiane in cui vengono realizzate le maschere dei Mamuthones o sfornati i dolci tipici, assaporare il classico caffè con le mandorle e magari proseguire il tour ammirando i murales che impreziosiscono le facciate delle case del paese.

 Il dolce Carnevale di Fano (16/23 febbraio e 2 marzo)
In provincia di Pesaro e Urbino, tra il blu del mare e le verdi colline si trova Fano, il cui Carnevale è reso unico dalla tradizione del Getto, il lancio di dolciumi e caramelle dai carri. Con una media di 180 quintali di dolci e cioccolatini che piovono sugli spettatori, questa festa colorata e dolce coinvolge grandi e piccini. I dolci lanciati dai carri sono tutti confezionati e al pubblico vengono distribuiti coni di cartone per raccoglierli al volo, trasformando la pioggia di caramelle in un gioco senza sprechi. Il Carnevale diventa così un’occasione magica per vivere i propri sogni, soprattutto quest’anno, con il tema “I sogni son desideri”, che invita tutti a trasformare le proprie fantasie in realtà e a creare ricordi indimenticabili.

 Il Carnevale storico di Ronciglione (16/23 febbraio e 2 marzo)
Il Carnevale di Ronciglione in provincia di Viterbo è un evento straordinario che fonde tradizioni e novità. Tra gli eventi principali ci sono i Corsi di Gala con sfilate di maschere, carri allegorici e bande folcloristiche. Da non perdere anche la Soap Box Race, una parata di carrozzette che coinvolge tutti, e la Carica dei Nasi Rossi, simbolo emblematico del Carnevale ronciglionese. Durante i festeggiamenti, il Campanone annuncia ogni giorno un nuovo evento: la consegna delle chiavi della città a Re Carnevale, le corse dei Barberi, il saltarello, i carri allegorici, il rituale della morte di Re Carnevale con la “moccolata” finale e molto altro.

Sull’altra sponda del Mediterraneo per il Carnevale di Patrasso, in Grecia
Il Carnevale di Patrasso è il più grande della Grecia e uno dei più significativi d’Europa, con le celebrazioni che iniziano a metà gennaio e proseguono fino al “Lunedì Puro” (Kathara Deftera), che nel 2025 cade il 3 marzo. Questo carnevale vanta una tradizione di oltre 180 anni, in parte influenzata dagli scambi culturali con le città italiane attraverso il suo porto, che nel XIX secolo portarono la borghesia locale ad organizzare balli mascherati e, negli anni ’70 del 1800, ad introdurre i primi carri allegorici. Dopo una pausa durante le guerre mondiali, il Carnevale riprese vigore nel 1951, arricchendosi di nuove tradizioni come la “Caccia al Tesoro Nascosto” introdotta nel 1966, il carnevale dei bambini e le celebri “battaglie di cioccolato” (Sokolatopolemos).

I burattini del Carnevale di Vho  4 marzo
Il Carnevale di Vho, che si svolge da oltre trecento anni, si appresta a colorare le strade del centro storico del suggestivo borgo  inserito nel circuito dei borghi più Belli d’Italia. Il Carnevale  porta in piazza la tradizione di questi luoghi legata all’antica arte dei burattini, che diventa per questa occasione protagonista di una grande festa a tema in cui si celebra una storia di artigianato che ha radici lontane. A caratterizzare la programmazione del Carnevale di Vho 2025 è infatti l’appuntamento con l’Atelier Sarina, che porta nel borgo del Tortonese la sua incredibile arte dei burattini.
L’Associazione Peppino Sarina  ha l’obiettivo di promuovere studi e ricerche sulla storia del teatro di figura, di conservare fondi teatrali di famiglie e burattinai scomparsi e suscitare l’interesse per il teatro dei burattini e per ogni altra forma di arte e cultura popolare.
In collaborazione con l’Associazione, quest’anno il Carnevale di Vho sarà l’occasione per avvicinare le persone (soprattutto i più piccoli) a (ri)scoprire l’antica arte dei burattini, rafforzando così il legame tra passato e futuro, tradizione e innovazione, e comunità e cultura.
In Islanda, tra tradizioni vichinghe e bignè per salutare l’inverno
In Islanda, il Carnevale non si festeggia con grandi parate come in altri paesi, ma ci sono tradizioni uniche che ricorrono in questo periodo: la principale è il Þorrablót (la lettera Þ / þ si pronuncia “th”), la festa di metà inverno che si tiene tra fine gennaio e fine febbraio in coincidenza con il mese tradizionale vichingo di Þorri. Durante il festival di Þorrablót, gli islandesi organizzano feste e brindano ai vecchi dei pasteggiando con una varietà di piatti insoliti e meravigliosi, i þorramatur (letteralmente “il cibo di Þorri”), un assortimento di piatti tradizionali come carne salata, pesce essiccato e “hákarl” (squalo fermentato). Sebbene non sia un carnevale in senso stretto, il Þorrablót è un momento di ritrovo sociale, con musica e danze folk, dove le persone si riuniscono per celebrare l’arrivo della primavera e salutare l’inverno. Per l’occasione, la capitale Reykjavik ospita feste in maschera, specialmente per i bambini che si travestono e partecipano a giochi e attività, ma gli islandesi tendono a preferire eventi più intimi, come cene in famiglia e celebrazioni a livello locale. Sempre in questo periodo, imperdibile il Bolludagur (3 marzo), ovvero il “giorno del bignè”, che si preparano per poi essere farciti con panna e marmellata.

Il Carnevale della Foresta di Sauris (1 marzo)
Sauris è un piccolo borgo di montagna immerso nella natura in provincia di Udine. Il suo Carnevale, unico per la sua storia e le sue tradizioni, si distingue per l’uso di maschere in legno e travestimenti creativi. Le maschere, realizzate con materiali trovati in casa e nelle soffitte, danno vita a un corteo notturno emozionante. Sabato 1 marzo, le maschere si raduneranno in piazza a Sauris di Sopra per iniziare insieme una camminata notturna nel bosco al lume delle lanterne, accompagnata da musica e sosta con vin brulé e tè. La serata si concluderà con una festa a Sauris di Sotto, dove si potranno gustare prodotti tipici e ballare. Si raccomanda un abbigliamento adeguato e scarponi da montagna per la camminata di 2,5 km, che si snoda su sentieri innevati o ghiacciati.

Il Carnevale dei cantieri di Foiano della Chiana (16/21-23 febbraio e 1/2/4/7-9 marzo)
Il Carnevale di Foiano in provincia di Arezzo si distingue per la competizione tra quattro “Cantieri” (Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici), che creano carri allegorici in segrete officine. Ogni Cantiere ha una storia e un simbolo unici. Le sfilate avvengono nelle prime due domeniche di Carnevale, accompagnate da carri spettacolari, mascherate, spettacoli, dj set e street food. Un giudizio finale sancisce il vincitore e la festa culmina con il rogo di Re Giocondo, il re simbolico del Carnevale. La manifestazione è un’esplosione di passione, tradizione e goliardia.

Partecipare a un Carnevale Patrimonio Unesco in Bolivia
Il Carnevale di Oruro, nel sud-ovest della Bolivia, è tra i più spettacolari e significativi del Sudamerica, tanto che nel 2001 è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. In programma dal 14 al 17 febbraio, questo carnevale ha radici antichissime, che risalgono alle cerimonie precolombiane dei popoli andini, ma nel corso dei secoli si è evoluto in una festa che mescola elementi della religione cattolica con le tradizioni indigene. La celebrazione onora la Virgen del Socavón, patrona della città e protettrice dei minatori, che si festeggia con una grande processione religiosa, ma è anche un’occasione per esprimere l’identità culturale boliviana. Tra i momenti clou, la sfilata dei carri e la Danza di Diablada, durante la quale i danzatori, vestiti con costumi elaborati e maschere spaventose, rappresentano la lotta tra il bene e il male.

Immergersi nel mondo sottomarino del Carnaval di Mazatlán, in Messico
Con origini risalenti al 1898, il Carnevale di Mazatlán si tiene nello stato messicano di Sinaloa durante i cinque giorni precedenti il Mercoledì delle Ceneri, dal 27 febbraio al 4 marzo. Il tema del 2025, “La Perla”, trasporterà i partecipanti in un magico mondo sottomarino che caratterizzerà  tutti gli eventi, dalle sfilate di carri allegorici, ai balli, fino ai concorsi di poesia e al celebre “Combate Naval”, una rappresentazione pirotecnica che simula una battaglia navale, in commemorazione di un episodio storico in cui la città difese il suo porto da navi francesi. A rendere veramente unico questo carnevale è il ruolo della musica: quest’anno, in occasione del centenario dei “Juegos Florales” (giochi dei fiori), oltre alla tradizionale Banda Sinaloense che accompagna le sfilate, il 28 febbraio si esibirà Plácido Domingo, insieme a cori, orchestre e corpi di ballo messicani. Infine, si potranno ammirare gli 11 “monigotes”, i pupazzi tipici che quest’anno verranno realizzati dallo scultore messicano Jorge González Rodríguez, dall’artista cubano Henry Wilson e dagli spagnolo José Ángel Trujillo e Juan José Boronat.




Riapre con Tulipanomania il Parco Giardino Sigurtà

L’8 marzo riaprono cancelli del Parco Giardino Sigurtà con il via alla prima fase del Festival di Tulipanomania e l’ingresso libero per le donne in occasione della Festa delle Donne (per l’occasione anche il biglietto di ingresso per gli uomini è ridotto a 14 da 18 euro).  Il Parco Giardino Sigurtà rimarrà poi aperto tutti i giorni fino al 9 novembre.

Questo tesoro verde di Valeggio sul Mincio, a due passi dal Lago di Garda e poco distante da Verona, si estende su una superficie di 600.000 metri quadrati ed è percorribile a piedi, in bicicletta, in golf-cart o shuttle elettrici oppure a bordo del trenino panoramico. Oltre sei secoli di storia, un Labirinto tra i più belli al mondo, 18 laghetti, fioriture stagionali, soffici manti erbosi, iniziative e un ricco calendario eventi rendono speciale l’esperienza al Parco Giardino Sigurtà, aperto tutti i giorni dall’8 marzo al 9 novembre 2025.

Con la primavera i 60 ettari del Parco Giardino Sigurtà si veste con le prime fioriture di tulipani e narcisi, le piante giallo oro di forsizia, mandorli e peschi.

il Parco Giardino Sigurtà è uno scrigno di:

  • tulipani con il Festival di Tulipanomania  (dall’8 marzo, giorno dell’apertura al 30 aprile). L’evento è stato premiato nel 2024 con il World Tulip Innovation Award grazie al milione di tulipani (record italiano), alle progettazioni floreali innovative ad opera di Giuseppe Inga Sigurtà (proprietario del Giardino) come aiuole galleggianti, panchine e balconate fiorite. Con l’occasione i 600.000 metri quadrati del Parco Giardino Sigurtà fanno da scenografia a oltre un milione di tulipani, giacinti e narcisi. Centinaia di varietà selezionatissime tra precoci, medie e tardive, tinte pastello o vivaci, forme lineari o frastagliate caratterizzeranno questi eleganti fiori, simbolo dei Paesi Bassi, disposti in aiuole riprogettate anno dopo anno e in ordine libero all’ombra dei boschi di carpini e querce.
    Dagli esordi del 2005 con 5.000 esemplari e pochi colori si è giunti con Tulipanomania al milione di tulipani grazie a studio, dedizione e ricerca continua, perseguendo l’idea di arricchire con note colorate i prati smeraldo che caratterizzano il Parco Giardino Sigurtà.
    Per questa fioritura, che è la più importante in Italia e seconda a livello europeo, la scelta delle varietà più belle e la progettazione sempre innovativa dell’aiuole inizia quasi un anno prima rispetto al tempo di fioritura, mentre la piantumazione nel terreno dei bulbi avviene nei mesi autunnali: l’équipe dei giardinieri colloca ad uno ad uno i bulbi nel terreno in differenti aree del Parco.
    Per l’edizione 2025 è previsto uno show garden interno al Parco a pochi passi dall’entrata con un’esposizione di circa 2000 metri quadrati di oltre 100 varietà di tulipani. Tra le varietà scelte si potranno ammirare: Lingerie dai bordi sfrangiati, Marathon Champion dai toni rosati, World Peace dai colori giallo e arancio, Apricot Impression che ricorda le tonalità dell’albicocca, Canyon dalle sfumature dark, Negrita che si mostra con i petali color viola, Sun Lover affascinante nei suoi petali giallo/arancio, Super Parrot dai petali dalla gradazione bianco/verde che ricordano, come rivela il nome, le ali di un pappagallo, e Crown of Negrita dai toni scuri e dalla forma a corona. Sarà un luogo dove “perdersi” nella meraviglia floreale, tra innumerevoli forme e colori.
  •  fioriture stagionali con migliaia di rose che impreziosiscono il Viale delle Rose, favolose peonie e ortensie, centinaia di ninfee estive multicolore, girasoli, 30 varietà di dalie che arricchiscono il Viale delle Aiuole Fiorite, piante annuali come gli impatiens.
  • -alberi secolari come la Grande Quercia (più di 400 anni), gli alberi fossili come i ginkgo biloba e le meta sequoie, e alberi scenografici come gli aceri giapponesi, liquidambar e lagerstroemie che in autunno si accendono di caldi colori. E poi un tocco esotico con palme e banani, esemplari di carpini bianchi e neri, tigli e paulonie, lo spettacolare corniolo che in primavera assume tinte rosa, 40.000 bossi sempreverdi, ulivi e pini marittimi.
  •  animali che abitano nella Fattoria: fu costruita nei primi Anni ’50 dal dottor Sigurtà, fondatore del Parco e proprietario della Sigurtà Farmaceutici, per allevare delle vacche da latte,. Il latte veniva utilizzato per realizzare farmaci. Oggi, all’interno della fattoria ristrutturata, si possono vedere animali come l’anatra Germanata Veneta, il tacchino Comune Bronzato, la gallina Robusta Lionata, la gallina Ermellinata di Rovigo, la gallina Padovana e la pecora Brogna, un animale tipico della provincia veronese e che viene allevato principalmente sui Monti della Lessinia. Le uniche razze che non sono originarie del Veneto sono gli asini S. Domenico, provenienti dalla vicina Emilia-Romagna e le caprette tibetane. Diversamente percorrendo i prati e i viali del giardino si incontrano i picchi verdi e scoiattoli; negli specchi d’acqua nuotano le carpe giapponesi o koi, carassi e tartarughe.

Da non perdere nel Parco Giardino Sigurtà anche:

– il Labirinto: un capolavoro di architettura vegetale, disegnato da Giuseppe Inga Sigurtà utilizzando 1500 piante di tasso Si sviluppa anche in altezza: una torre sovrasta i 2500 metri quadrati di un percorso;

– punti di interesse storico: il Poggio degli Imperatori (dedicato a Francesco Giuseppe I d’Austria e Napoleone III di Francia), l’Eremo e il Castelletto, il Monumento a Carlo Sigurtà;

– punti da fotografare: il Grande Tappeto Erboso, la Passeggiata Panoramica, i Giardini Acquatici nel periodo estivo.

– le iniziative e il calendario eventi: dalle challenge su Instagram ai raduni storici, agli eventi sportivi, musicali, dedicati ai più piccoli, al mondo cosplay




Torino al cioccolato

A Torino, Sua Maestà è il cioccolato. Dal 27 febbraio al 2 marzo CioccolaTò, in Piazza Vittorio Veneto, a più di vent’anni dalla prima edizione, riporta sotto i riflettori la tradizione della pasticceria sabauda. Il salotto buono in riva al Po, con una vista privilegiata che spazia dalla Mole alla Gran Madre, dal Monte dei Cappuccini a Superga, diventa infatti  il centro propulsore di CioccolaTò grazie alla presenza degli stand di decine di produttori del cacao. La kermesse coinvolge anche sedi museali e palazzi storici, come le Gallerie d’Italia, il Cinema Massimo (grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema), il Circolo dei Lettori, e ulteriori realtà cittadine che ospiteranno eventi, workshop, incontri e dibattiti.

Una vecchia leggenda racconta che la prima tazza di cioccolata calda della storia d’Italia sia quella offerta ai torinesi dal duca Testa di Ferro, quell’Emanuele Filiberto di Savoia che nel 1563 volle trasferire la capitale del Ducato da Chambery a Torino. Non esiste, in realtà, alcuna evidenza storica che questo fatto sia effettivamente accaduto. Eppure, è significativo che al cioccolato venga assegnato un ruolo così centrale nella mitologia di casa Savoia.

E il rapporto tra Torino e il cioccolato si sviluppa, tra mito e realtà, in numerose tappe da rivivere in vista di  CioccolaTò.

Giò Antonio Ari: il primo cicôlatè
Risale al 1678, la prima licenza per la vendita del cioccolato accordata: è quella concessa dalla Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours a Giò Antonio Ari, il primo Maestro Cioccolatiere a essere legalmente riconosciuto come venditore al pubblico di cioccolato e vero iniziatore di questa tradizione a Torino. Sebbene già diffusissima, a quel punto, in tutte le corti europee, la cioccolata era stata fino a quel punto boicottata da voci che la indicavano come bevanda malefica, causa della gotta che aveva colpito Carlo V e Filippo II d’Asburgo.  Questa prima “patente” da cicôlatè, però, fu un importantissimo passo in avanti per la diffusione della cioccolata anche agli altri strati della popolazione e per l’instaurazione, nella capitale sabauda, di quella che sarebbe diventata una delle più pregiate tradizioni cioccolatiere d’Europa.

Il bicerin: la bevanda che conquistò Cavour
Nato nel Settecento nell’omonimo caffè di Piazza della Consolata come evoluzione della settecentesca bevanda bavareisa, allora di gran moda, il bicerin si compone di caffè espresso caldo, cioccolato e crema di latte  e viene servito in bicchieri o calici di vetro per poter ammirare i singoli strati. Il segreto per assaporarlo al meglio, infatti, è non mescolarlo, lasciando che le varie componenti si fondano tra loro direttamente sul palato, con le loro differenti densità, temperature e sapori.
Il rito originario prevedeva che al bicerin venissero affiancate le stisse, tre bicchierini ognuno con un singolo ingrediente in modo da poterlo “correggere” a piacere, ma dall’Ottocento si preferisce servirlo in un’unica soluzione: il suo gusto avvolgente ha conquistato i torinesi e anche molti personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour.

Napoleone, il Carnevale e la nascita del gianduiotto
Con l’era napoleonica e il  Blocco Continentale (il divieto alle navi provenienti dalle colonie britanniche di approdare nei porti appartenenti all’Impero), a Torino diventa sempre più difficile accedere alla materia prima. Per aggirare il problema i pasticceri torinesi fanno ricordo a un frutto che nel territorio piemontese proprio non mancava: la nocciola tonda gentile delle Langhe. Perché, però, a questa invenzione fosse dato il nome di Pasta Gianduja, e alla forma di barchetta rovesciata incartata singolarmente il nome di gianduiotto, occorrerà attendere il 1865, quando, in occasione del Carnevale, fu proprio Gianduja, la maschera della città, a distribuirne ai passanti, legando indissolubilmente il suo nome a quello del cioccolatino più famoso e amato di Torino. Oggi, a 160 anni da quel Carnevale, il gianduiotto è stato ufficialmente riconosciuto come prodotto IGP, ulteriore garanzia di un prodotto di assoluta eccellenza.

Per rivivere tutto l’anno il meglio della tradizione al cioccolato torinese ecco quattro indirizzi

Choco-Story, Via Paolo Sacchi 42
Tra i portici della storica via Paolo Sacchi, alle spalle della stazione Porta Nuova, è possibile, scendendo sotto il livello della strada, compiere un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo alla scoperta del cioccolato: è Choco-Story, il primo museo a Torino dedicato al Cioccolato e al Gianduja.
Il museo sorge negli spazi sotterranei del laboratorio di cioccolato della pasticceria Pfatish, dove attrazioni interattive permettono una divertente esplorazione della storia e della produzione del cioccolato.  La ricca collezione di oltre 700 oggetti attraversa i secoli e farà ripercorrere la storia del cacao dai Maya al ‘900, fino al gianduia, mentre gli assaggi rendono l’esperienza sensoriale ancora più piacevole.
Nel Museo del Cioccolato è possibile, inoltre, prenotare un laboratorio durante il quale si possono creare tavolette personalizzate, leccalecca e praline sotto la guida dei maestri cioccolatieri, sperimentando tecniche tradizionali e ingredienti unici.
Da Choco-Story, infine, parte anche il Choco Tram: un tour per le vie di Torino a bordo di un tram dei primi anni del Novecento. Evento su prenotazione e in collaborazione con ATTS, Associazione Le Vie del Tempo e Associazione Officine Ianòs.

Caffè Baratti&Milano, Piazza Castello 27
Il Caffè Baratti&Milano deve il suo nome a due confettieri canavesani: Ferdinando Baratti e Edoardo Milano. Trasferitisi a Torino nel 1858, aprirono un laboratorio di confetteria e pasticceria in via Dora Grossa 43 (l’attuale via Garibaldi), destinato a divenire uno dei marchi più rinomati dell’industria dolciaria piemontese e italiana. A Ferdinando Baratti si deve anche la creazione del cremino divenuto poi, insieme al gianduiotto, uno dei grandi classici fra i cioccolatini italiani. La pasticceria di Franco Sinagra segue oggi le orme di tutti i Maestri della pasticceria che hanno reso “Baratti&Milano” uno dei più antichi e famosi laboratori di pasticceria in Italia e all’estero.

 La Perla di Torino, via Catania 9
 La Perla di Torino è stata fondata nel 1992, quando Sergio Arzilli, cresciuto nella pasticceria di famiglia, decise di ritagliarsi un suo spazio. La sua celiachia lo spinge, quindi, a reinventarsi nel mondo del cioccolato, trasformando un limite in un’opportunità. Dal piccolo laboratorio iniziale, casa del celebre tartufo di cioccolato, l’azienda si evolve, pur mantenendo un focus sull’artigianalità e l’innovazione. Oggi, La Perla di Torino offre una vasta gamma di prodotti senza glutine, inclusi gianduiotti, tartufi, creme spalmabili e tavolette, oltre a linee senza lattosio e senza zuccheri aggiunti, per soddisfare le diverse esigenze del mercato.
Con l’esperienza “Ho fatto una tavoletta”  è possibile cimentarsi, inoltre, nella realizzazione e decorazione di tavolette di cioccolato nel laboratorio de La Perla di Torino, da portare a casa al termine della visita.

Ziccat, via Pietro Micca 2h
In Ziccat coesistono la tradizione di una ricetta classica e le mani giovani di cioccolatieri sotto la quarantina. Una passione innata che porta volti nuovi nel mondo del cioccolato e della produzione. Questa azienda che affonda le proprie radici al 1958 è ormai parte integrante dello scenario torinese e  propone prodotti di qualità cucinati con cura e amore, ingredienti immancabili di ogni preparazione al cioccolato.

 

 

 




Tutti i mercatini di Natale della Valle d’Aosta

 

In Val d’Aosta il Natale profuma di spezie e vin brûlé dei tanti mercatini che prendono vita in città e nei villaggi alpini illuminandone lo scenario. Ecco i principali appuntamenti da non perdere:

Tsalende a Tsambava – Natale a Chambave (Chambave / 24 novembre 2024)
Chambave dà appuntamento per l’ultima domenica di novembre, con il mercatino natalizio “Tsalende a Tsambava” in cui lungo le vie del borgo del paese, banchi di ogni sorta espongono propri prodotti

Mercatino di Natale “Marché Vert Noël” (Aosta, Piazza Chanoux / 23 novembre 2024 – 6 gennaio 2025)
Tra fine novembre e gennaio, il mercatino natalizio “Marché Vert Noël” trasforma uno dei luoghi più magici di Aosta, la centralissima Piazza Chanoux, in un incantevole villaggio alpino. Ogni giorno, i visitatori possono curiosare alla ricerca di idee regalo inconsuete tra specialità del territorio, vini, arti manuali, oggetti d’antan, pensieri-regalo, ispirazioni nordiche.

Wiehnacht Märt (Gressoney-La-Trinité / 30 novembre, 1°, 8, 15, 22, 27 dicembre 2024 e 5 gennaio 2025)
Una rassegna nelle vie e nella piazza del centro storico di Gressoney-La-Trinité, nell’isola pedonale, dedicata all’artigianato di tradizione: a partire dalle ore 11, si terrà la consueta mostra-mercato in cui si potranno apprezzare le creazioni degli artisti locali e acquistare i prodotti agroalimentari della regione.

Le Petit Marché du Bourg – mercatino artigianale (Chatillon, via Chanoux e via Tollen / 1° dicembre 2024)
Le Petit Marché du Bourg è il mercatino che si svolge nel borgo del paese la prima domenica di dicembre di ogni anno e raggruppa circa 80 espositori che propongono oggetti di oggettistica di Natale (presepi, addobbi, vischio…), candele, artigianato tipico (intaglio, scultura, tornitura e vannerie) découpage, cartonage, fiori secchi, fasce, berretti, guanti, mantelle e tanto altro.

Marché de l’Immaculée (Champoluc / 6-8 dicembre 2024)
Anche quest’anno il Comune di Ayas ha deciso di arricchire la propria località organizzando una manifestazione fieristica per valorizzare l’artigianato e i prodotti agricoli d’eccellenza denominata Marché de l’Immaculée, nella centralissima piazzetta dell’Office du Tourisme, a Champoluc.

Mercatino di Natale (Morgex / 7 dicembre 2024)
A Morgex si respirera aria di Natale con il tradizionale mercatino. Per l’intera giornata, infatti, gli artigiani e gli hobbisti esporranno le loro creazioni nel centro del paese.

Festa della Micòoula – pane di segale con frutta secca (Hône / 8 dicembre 2024)
La festa della Micòoula è la sagra che il borgo di Hône, nella bassa Valle d’Aosta, dedica al pane dolce locale. La micòoula è un pane di segale che si differenzia dal comune pane nero per la presenza di castagne, noci, fichi secchi, uva passa, e, talvolta, anche scaglie di cioccolato. In patois (il dialetto franco-provenzale della Valle d’Aosta) micòoula significa infatti “pane un po’ più piccolo e un po’ speciale”.

Festa del Vischio (Sait-Denis / 8 dicembre 2024)
La festa celebra la raccolta del vischio, elemento importante della tradizione celtica e poi natalizia. Al mercatino del vischio si possono trovare anche prodotti tipici della gastronomia locale,  la festa prende vita con musiche e danze della tradizione francoprovenzale, occitana e celtica che culminano, in una fiaccolata e nell’ accensione del fuoco druidico.

Appuntamento con Rhémy de Noël, il Babbo Natale di Courmayeur (Courmayeur, Jardin de l’Ange / 24 dicembre 2024)
La festa celebra Rhémy de Noël, il protagonista di una leggenda che affonda le sue radici nel legame che unisce la cittadina al Monte Bianco.
Rhémy de Noël veste di rosso, ha una grande barba bianca, porta doni ai bambini, come Babbo Natale, ma è attrezzato come un vero alpinista, con scarponi da montagna, corde, zaino e piccozza.

Mercatino delle Feste (Valtournenche, Piazzetta delle Guide / 28 dicembre 2024 – 4 gennaio 2025)
Nella Piazzetta delle Guide si passeggia tra gli chalet del mercatino dove ammirare le eccellenze dell’artigianato locale, dei prodotti tipici valdostani e degli articoli da regalo di montagna,  sorseggiare una cioccolata calda o un vin brûlé accompagnati dalla musica e dai profumi che rendono così speciale l’aria del Natale.

 

 

 

 




Energia alpina a Livigno per il via alla nuova stagione

Alpine energy at the highest level è il motto scelto da Livigno per dare il via a 152 giorni di neve. Non solo sci alpino e snowboard, la località dell’Alta Valtellina che dall’alto dei suoi 1816 metri di altezza domina la valle, si caratterizza infatti per l’offerta completa di attività sul territorio imbiancato dal freeride all’heliski, dallo sci di fondo con trenta chilometri di piste alle ciaspole fino alla fat bike e al biathlon. Le opportunità per divertirsi sulla neve a Livigno sono davvero infinite.

Grazie ai suoi oltre 115 chilometri di piste a quasi 3mila metri di altezza, agli impianti di risalita presenti in tutta la valle e accessibili anche dal paese e ai quattro snowpark di livello internazionale, Livigno è un  paradiso per gli sport invernali. Qui gli amanti della neve possono dare libero sfogo alle proprie passioni. E, dopo una giornata ad alto tasso di adrenalina, l’Aquagranda, il centro sportivo e benessere in alta quota, è il rifugio ideale per regalarsi qualche ora di relax.

La nuova stagione invernale di Livigno inizia il 30 novembre con l’apertura degli impianti che proseguirà fino ai primi di maggio dando accesso alle 74 piste per tutti i livelli di difficoltà. Per gli amanti del fondo invece l’appuntamento da non perdere è il 15 dicembre con la Sgambeda, la gara di fondo che ogni anno, da più di 30 anni, si conferma essere uno degli eventi più attesi.

Quella al via per Livigno è la stagione invernale pre-olimpica. Per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, Livigno ospita le gare di Freestyle e Snowboard per un totale di 26 medaglie per le discipline, confermandosi una delle migliori stazioni invernali per questi due sport a livello mondiale  Oltre ai campi gara, ci sarà poi una “Medal Plaza” dove si terranno tutte le cerimonie ufficiali di premiazione. In vista del sogno olimpico, Livigno è già in fermento: dall’8 al 14 marzo la pista di Carosello 3000 ospiterà il primo test event, ovvero le Finali di Coppa del Mondo Fis nelle discipline Aerials, Moguls e Dual Moguls, che vedranno sfidarsi i migliori atleti del mondo.

Oltre alle tante attività all’aperto, circondati dalla natura, Livigno si distingue rispetto ad altre destinazioni montane per la sua proposta lifestyle ad alta quota. Il centro pedonale ospita infatti più di 250 negozi, boutique esclusive e monomarca, oltre a numerosi bar e ristoranti dove poter gustare i sapori alpini, da quelli più tradizionali a quelli più gourmand, caratterizzati dalla qualità dei prodotti e dalla genuinità delle materie prime.




Free Ski Day in Trentino il 16 dicembre

Sabato 16 dicembre è una data da segnare in agenda: in Trentino si celebra il Free Ski Day.
In questa giornata i maestri delle scuole di sci del Trentino aderenti si mettono a disposizione degli sciatori di ogni livello dai quattro anni in su per lezioni collettive gratuite di due ore nelle discipline dello sci alpino, snowboard e sci nordico. Anche attrezzature e skipass saranno gratuiti per la durata della lezione.
Chi poi vuole cogliere l’occasione per prenotare un week end in questa data  partecipando così anche al Free Ski Day avrà uno skipass di due giorni al prezzo del giornaliero.
Nelle skiarea del Trentino gli sciatori hanno a disposizione  226 impianti con un’età media di esercizio inferiore ai 15 anni che risponde quindi a standard di sicurezza tra i più elevati in Europa.




Dolomiti Superski festeggia i sui primi 50 anni con il via alla stagione della neve sulle Dolomiti

Dolomiti Superski festeggia i suoi primi 50 anni dalla fondazione a Brunico dando il via a una nuova stagione della neve con diverse novità, offerte e impianti nuovi di zecca.
La stagione invernale per Dolomiti Superski inizia l’ultimo sabato di novembre, ovvero il 30 novembre, con prime aperture in sei comprensori. Come ogni anno, a seconda delle condizioni meteo e di innevamento, singoli impianti potranno iniziare la stagione già qualche giorno prima.

Nel dettaglio le date della stagione invernale dei dodici comprensori del circuito Dolomiti Superski sono: Cortina d’Ampezzo (30 novembre-1° maggio); Plan De Corones (30 novembre- 21 aprile); Alta Badia (5 dicembre- 6 aprile); Val Gardena-Alpe di Siusi (5 dicembre- 6 aprile); Val di Fassa- Carezza (5 dicembre-6 aprile); Arabba-Marmolada (5 dicembre-6 aprile); 3 Cime Dolomites (30 novembre- 21 aprile);  Val di Fiemme-Obereggen (30 novembre- 21 aprile); Rio Pusteria-Bressanone (5 dcembre-20 aprile); Alpe Lusia-San Pellegrino (30 novembre- 6 aprile); Civetta (30 novembre . 30 marzo). I due ski tour che più caratterizzano i comprensori del Dolomiti Superski, Sellaronda e Giro della Grande Guerra, aprono rispettivamente il 5 dicembre e dopo Natale.

L’alta stagione per Dolomiti Superski va dal 22 dicembre  al 6 gennaio  e dal 2 febbraio al 3 marzo. Nelle restanti giornate vige il prezzo di stagione. Confermate anche le promozioni di inizio e fine stagione, con il Dolomiti Super Première dal (30 nomvbre-21 dicembre) e, da metà marzo in poi, i Dolomiti Springdays. A partire dalla prossima stagione invernale 2inoltre, la scontistica “Junior” del 30% sul prezzo degli skipass giornalieri e pluri giornalieri viene estesa a tutti i minori di 18 anni (fino ad ora era riservata ai minori di 16 anni.