L’inverno si colora tra febbraio e marzo con i festeggiamenti di Carnevale. Ecco alcune idee per combattere la routine e organizzare un week end lungo o anche una vacanza più articolata per Carnevale.
Il Carnevale degli Alberi a Satriano di Lucania (1 e 2 marzo)
Il Carnevale di Satriano di Lucania, borgo medievale situato in provincia di Potenza in Basilicata, celebra tradizioni antiche e innovazioni ecologiche. La manifestazione è caratterizzata dai Rumita, uomini-albero coperti di edera che si muovono silenziosamente per le strade del paese. Oltre a questi insoliti personaggi, il Carnevale di Satriano è animato dalla Zita, una tradizione in cui gli uomini si vestono da donne e viceversa per celebrare un matrimonio simbolico con scambio dei ruoli. Tra le attrazioni ci sono concerti, cortei, feste e stand gastronomici che offrono piatti tipici e opzioni vegane.
I Mamuthones di Mamoiada in Sardegna
Il Carnevale di Mamoiada, in provincia di Nuoro, è considerato uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Grandi protagonisti i Mamuthones, che indossano maschere nere che coprono tutto il volto, pellicce scure e campanacci appesi sulla schiena, che si ispirano a riti ancestrali. E a guidarli ci sono gli Issohadores, con i loro abiti colorati, la maschera bianca, il copricapo detto “sa berritta” e la fune, detta “soha” o “soca”, con cui catturano simbolicamente gli spettatori. La loro prima apparizione avviene durante la festa di Sant’Antonio a gennaio e successivamente per Carnevale durante la domenica del 2 marzo e il martedì grasso del 4 marzo Qui, tra menhir e dolmen, è possibile visitare le botteghe artigiane in cui vengono realizzate le maschere dei Mamuthones o sfornati i dolci tipici, assaporare il classico caffè con le mandorle e magari proseguire il tour ammirando i murales che impreziosiscono le facciate delle case del paese.
Il dolce Carnevale di Fano (16/23 febbraio e 2 marzo)
In provincia di Pesaro e Urbino, tra il blu del mare e le verdi colline si trova Fano, il cui Carnevale è reso unico dalla tradizione del Getto, il lancio di dolciumi e caramelle dai carri. Con una media di 180 quintali di dolci e cioccolatini che piovono sugli spettatori, questa festa colorata e dolce coinvolge grandi e piccini. I dolci lanciati dai carri sono tutti confezionati e al pubblico vengono distribuiti coni di cartone per raccoglierli al volo, trasformando la pioggia di caramelle in un gioco senza sprechi. Il Carnevale diventa così un’occasione magica per vivere i propri sogni, soprattutto quest’anno, con il tema “I sogni son desideri”, che invita tutti a trasformare le proprie fantasie in realtà e a creare ricordi indimenticabili.
Il Carnevale storico di Ronciglione (16/23 febbraio e 2 marzo)
Il Carnevale di Ronciglione in provincia di Viterbo è un evento straordinario che fonde tradizioni e novità. Tra gli eventi principali ci sono i Corsi di Gala con sfilate di maschere, carri allegorici e bande folcloristiche. Da non perdere anche la Soap Box Race, una parata di carrozzette che coinvolge tutti, e la Carica dei Nasi Rossi, simbolo emblematico del Carnevale ronciglionese. Durante i festeggiamenti, il Campanone annuncia ogni giorno un nuovo evento: la consegna delle chiavi della città a Re Carnevale, le corse dei Barberi, il saltarello, i carri allegorici, il rituale della morte di Re Carnevale con la “moccolata” finale e molto altro.
Sull’altra sponda del Mediterraneo per il Carnevale di Patrasso, in Grecia
Il Carnevale di Patrasso è il più grande della Grecia e uno dei più significativi d’Europa, con le celebrazioni che iniziano a metà gennaio e proseguono fino al “Lunedì Puro” (Kathara Deftera), che nel 2025 cade il 3 marzo. Questo carnevale vanta una tradizione di oltre 180 anni, in parte influenzata dagli scambi culturali con le città italiane attraverso il suo porto, che nel XIX secolo portarono la borghesia locale ad organizzare balli mascherati e, negli anni ’70 del 1800, ad introdurre i primi carri allegorici. Dopo una pausa durante le guerre mondiali, il Carnevale riprese vigore nel 1951, arricchendosi di nuove tradizioni come la “Caccia al Tesoro Nascosto” introdotta nel 1966, il carnevale dei bambini e le celebri “battaglie di cioccolato” (Sokolatopolemos).
I burattini del Carnevale di Vho 4 marzo
Il Carnevale di Vho, che si svolge da oltre trecento anni, si appresta a colorare le strade del centro storico del suggestivo borgo inserito nel circuito dei borghi più Belli d’Italia. Il Carnevale porta in piazza la tradizione di questi luoghi legata all’antica arte dei burattini, che diventa per questa occasione protagonista di una grande festa a tema in cui si celebra una storia di artigianato che ha radici lontane. A caratterizzare la programmazione del Carnevale di Vho 2025 è infatti l’appuntamento con l’Atelier Sarina, che porta nel borgo del Tortonese la sua incredibile arte dei burattini.
L’Associazione Peppino Sarina ha l’obiettivo di promuovere studi e ricerche sulla storia del teatro di figura, di conservare fondi teatrali di famiglie e burattinai scomparsi e suscitare l’interesse per il teatro dei burattini e per ogni altra forma di arte e cultura popolare.
In collaborazione con l’Associazione, quest’anno il Carnevale di Vho sarà l’occasione per avvicinare le persone (soprattutto i più piccoli) a (ri)scoprire l’antica arte dei burattini, rafforzando così il legame tra passato e futuro, tradizione e innovazione, e comunità e cultura.
In Islanda, tra tradizioni vichinghe e bignè per salutare l’inverno
In Islanda, il Carnevale non si festeggia con grandi parate come in altri paesi, ma ci sono tradizioni uniche che ricorrono in questo periodo: la principale è il Þorrablót (la lettera Þ / þ si pronuncia “th”), la festa di metà inverno che si tiene tra fine gennaio e fine febbraio in coincidenza con il mese tradizionale vichingo di Þorri. Durante il festival di Þorrablót, gli islandesi organizzano feste e brindano ai vecchi dei pasteggiando con una varietà di piatti insoliti e meravigliosi, i þorramatur (letteralmente “il cibo di Þorri”), un assortimento di piatti tradizionali come carne salata, pesce essiccato e “hákarl” (squalo fermentato). Sebbene non sia un carnevale in senso stretto, il Þorrablót è un momento di ritrovo sociale, con musica e danze folk, dove le persone si riuniscono per celebrare l’arrivo della primavera e salutare l’inverno. Per l’occasione, la capitale Reykjavik ospita feste in maschera, specialmente per i bambini che si travestono e partecipano a giochi e attività, ma gli islandesi tendono a preferire eventi più intimi, come cene in famiglia e celebrazioni a livello locale. Sempre in questo periodo, imperdibile il Bolludagur (3 marzo), ovvero il “giorno del bignè”, che si preparano per poi essere farciti con panna e marmellata.
Il Carnevale della Foresta di Sauris (1 marzo)
Sauris è un piccolo borgo di montagna immerso nella natura in provincia di Udine. Il suo Carnevale, unico per la sua storia e le sue tradizioni, si distingue per l’uso di maschere in legno e travestimenti creativi. Le maschere, realizzate con materiali trovati in casa e nelle soffitte, danno vita a un corteo notturno emozionante. Sabato 1 marzo, le maschere si raduneranno in piazza a Sauris di Sopra per iniziare insieme una camminata notturna nel bosco al lume delle lanterne, accompagnata da musica e sosta con vin brulé e tè. La serata si concluderà con una festa a Sauris di Sotto, dove si potranno gustare prodotti tipici e ballare. Si raccomanda un abbigliamento adeguato e scarponi da montagna per la camminata di 2,5 km, che si snoda su sentieri innevati o ghiacciati.
Il Carnevale dei cantieri di Foiano della Chiana (16/21-23 febbraio e 1/2/4/7-9 marzo)
Il Carnevale di Foiano in provincia di Arezzo si distingue per la competizione tra quattro “Cantieri” (Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici), che creano carri allegorici in segrete officine. Ogni Cantiere ha una storia e un simbolo unici. Le sfilate avvengono nelle prime due domeniche di Carnevale, accompagnate da carri spettacolari, mascherate, spettacoli, dj set e street food. Un giudizio finale sancisce il vincitore e la festa culmina con il rogo di Re Giocondo, il re simbolico del Carnevale. La manifestazione è un’esplosione di passione, tradizione e goliardia.
Partecipare a un Carnevale Patrimonio Unesco in Bolivia
Il Carnevale di Oruro, nel sud-ovest della Bolivia, è tra i più spettacolari e significativi del Sudamerica, tanto che nel 2001 è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. In programma dal 14 al 17 febbraio, questo carnevale ha radici antichissime, che risalgono alle cerimonie precolombiane dei popoli andini, ma nel corso dei secoli si è evoluto in una festa che mescola elementi della religione cattolica con le tradizioni indigene. La celebrazione onora la Virgen del Socavón, patrona della città e protettrice dei minatori, che si festeggia con una grande processione religiosa, ma è anche un’occasione per esprimere l’identità culturale boliviana. Tra i momenti clou, la sfilata dei carri e la Danza di Diablada, durante la quale i danzatori, vestiti con costumi elaborati e maschere spaventose, rappresentano la lotta tra il bene e il male.
Immergersi nel mondo sottomarino del Carnaval di Mazatlán, in Messico
Con origini risalenti al 1898, il Carnevale di Mazatlán si tiene nello stato messicano di Sinaloa durante i cinque giorni precedenti il Mercoledì delle Ceneri, dal 27 febbraio al 4 marzo. Il tema del 2025, “La Perla”, trasporterà i partecipanti in un magico mondo sottomarino che caratterizzerà tutti gli eventi, dalle sfilate di carri allegorici, ai balli, fino ai concorsi di poesia e al celebre “Combate Naval”, una rappresentazione pirotecnica che simula una battaglia navale, in commemorazione di un episodio storico in cui la città difese il suo porto da navi francesi. A rendere veramente unico questo carnevale è il ruolo della musica: quest’anno, in occasione del centenario dei “Juegos Florales” (giochi dei fiori), oltre alla tradizionale Banda Sinaloense che accompagna le sfilate, il 28 febbraio si esibirà Plácido Domingo, insieme a cori, orchestre e corpi di ballo messicani. Infine, si potranno ammirare gli 11 “monigotes”, i pupazzi tipici che quest’anno verranno realizzati dallo scultore messicano Jorge González Rodríguez, dall’artista cubano Henry Wilson e dagli spagnolo José Ángel Trujillo e Juan José Boronat.