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Il conformismo dei Little Liars nel nuovo singolo di Dilemma

Dopo il successo di I don’t wanna smile, Dilemma torna con un nuovo brano, Little Liars, fuori dal 9 luglio. Con un testo profondo, ancora una volta la giovane artista bresciana si fa portavoce del disagio della sua generazione che, oltre a vivere in un periodo storico incerto, si deve confrontare con le difficoltà tipiche dell’adolescenza.

Attraverso la sua musica, con sonorità indie rock e un sound che, nel finale, diventa una sorta di marcia, Dilemma denuncia la logica pericolosa del conformismo, portata al suo estremo, raffigurando appunto  la marcia dei Little Liars, soldatini obbedienti, che seguono le ombre di terze persone, leader che ne condizionano i comportamenti.

Come nasce Little Liars?

Little Liars nasce dall’idea di voler esprimere una sensazione personale, cercando di riportarla attraverso metafore e altre forme descrittive indirette. Il brano vuole “scoperchiare” la realtà dei fatti, ossia la tendenza a fingere di essere qualcun altro solo per appartenere ad un gruppo.

Pensi che la pandemia ed il lockdown abbiano acuito questi problemi per la tua generazione?

Sicuramente, il mio progetto nasce proprio dal lockdown, un periodo di riflessione e scoperta, quindi ogni pezzo racchiude un momento passato in quei mesi.

Come ogni adolescente, vivo questo tipo di situazioni ogni giorno e il mio modo di sfogarmi è scrivere e produrre quello che ho in mente. In particolare, i sei testi racchiudono: la mia passione per la musica, l’amicizia, la “tossicità” di alcuni rapporti, la società, la visione che ho di me stessa… cosa su cui ho lavorato molto durante il lockdown.

Quali artisti musicali ascolti più spesso?

Tra i primi cantanti che ho seguito c’è Noemi, ho iniziato ad ascoltare le sue canzoni alle elementari e mi sono innamorata delle sonorità e del genere dei suoi brani, della sua voce e dei testi.  Crescendo ho poi scoperto la musica estera, quella americana in particolare. La prima artista che mi ha colpito è stata Miley Cyrus. Ad oggi mi ispiro a quelli più indie rock, pop come ed esempio Mika, Billie Eilish, Melanie Martinez, Cavetown, Camila Cabello, Harry Styles… e tanti altri. Di italiano mi piace molto anche Achille Lauro.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Spero un giorno di poter rendere questa passione il mio lavoro, vorrei vivere di musica al 100%, quindi il mio progetto al momento è continuare a fare quello che mi piace, continuare a fare musica.

Ph: Giulia Strazzabosco

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